Film tema BDSM

Crash” di David Cronenberg (1996)

Un film borderline tra il genere drammatico, psicologico e soft porno.

All’incirca ogni 10/20 minuti ti domandi cosa stai guardando.

Ma si tratta di Cronenberg, per cui gli concedi fiducia.

E infatti vieni ripagato abbondantemente, tanto che il trailer di “The onania club” , il nuovo film di Tom Six (“The Human centipede”), ora ti sembra una banalità pazzesca.

Il film inizia mostrando le dinamiche di una coppia: James, il protagonista e Catherine, la moglie.

La loro è una relazione aperta, dove la confidenza e la sincerità delle rispettive pulsioni sessuali non ha alcuna censura. E già questo è fantastico.

La recitazione è fredda, i rapporti sono meccanici e le uniche loro interazioni che ci vengono mostrate riguardano i loro discorsi sul sesso e fantasie, quasi a voler rendere lo spettatore un voyeur con paraocchi, assolutamente concentrato solo sulle dinamiche sessuali (cioè come il 70% dei frequentatori di questo blog).

Poi la pinza e la trama si sposta:  James, che anche lui ha i nostri stessi paraocchi, è alla guida ma si distrae nella lettura, scoprirete di cosa guardando il film, e fa un frontale con una macchina.

Il corpo di un uomo sfonda il suo parabrezza e James si trova a scambiare un lungo sguardo sconvolto con la donna sopravvissuta nella macchina con cui si è scontrato.

E’ qui che scatta una nuova perversione, che segue la scia del rapporto uomo/macchina frequente nel cinema di Cronenberg. 

“Serbo nell’intimo la convinzione che le due cose più filmate nella storia del cinema siano il sesso e le automobili.”

David Cronenberg, Cannes, 20 maggio 1996

James ritroverà  la donna della macchina, Helen, nella clinica dove vengono entrambi ricoverati e con lei incontrerà per la prima volta Vaughan, il personaggio chiave del film. 

Vaughan è pazzesco: recitazione alla De Niro e vi ricorderà il personaggio di Jake Gyllenhaal in “Nightcrawler – Lo sciacallo”.

Vaughan porta entrambi in un vortice di perversioni ancora più complesso, popolato non solo di fantasie masochistiche ma di persone reali e appassionate come lui, il cui tema è cogliere negli incidenti automobilistici la pura estetica del piacere sessuale.

Ciò che rende fruibile un concetto così provocatorio è la scelta registica: non ci sono moralismi, non c’è dicotomia giusto/sbagliato, e mai un volere del regista nell’indurre lo spettatore a giudicare le scelte dei personaggi. 

Escludendo la scelta finale di Vaughan che fa un casino, Cronenberg ci riesce piuttosto bene perché tutto ciò che muove le loro azioni è una pura spinta al godimento senza procurare offesa a nessuno.

E il modo in cui ci racconta la storia dei protagonisti può far riflettere su come gli eventi esterni non infieriscono così tanto su ciò che siamo quando il nostro desiderio è ben delineato in noi.

I protagonisti sarebbero ugualmente arrivati a scoprire quel tipo di godimento, se non ci fosse stato l’incidente? Secondo me, si.

Il tema Bdsm puro vacilla, dal momento in cui troviamo sì il “consensuale” ma non sempre il “sano”.

Resta comunque un film audace che merita di essere visto, quindi guardatelo o rivedetevelo.

>>clicca qui per il trailer<<

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